Sguardo Tagliente

Emanuele "Theoden" Scalzo-(TV)
October 29, 2006

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Uno dei personaggi che certamente hanno segnato la storia del Beleriand, soprattutto negativamente è Maeglin, figlio di Eöl. Il padre era uno Scuro Sindar, un abile fabbro, che aveva preso in moglie Aredhel, la bellissima sorella di Sire Turgon. Il nome Maeglin,<<Sguardo Tagliente>>, gli venne attribuito dal padre all’età di dodici anni, vedendo che gli occhi del piccolo erano molto più penetranti dei suoi e intuendo che aveva doti eccellenti nello scovare nel cuore degli altri, percependo emozioni e intenti. Mentre aveva ricevuto anche un nome segreto dalla madre Aredhel, a cui era molto affezionato, ella lo chiamò Lómion, <<Nato dal Crepuscolo>>, il che è del tutto legittimo poiché non a caso Eöl si era trasferito nelle tenebre di Nan Elmoth. Qui aveva potuto imparare le arti della metallurgia e  <<sovente di recava con Eöl nelle città dei Nani[…]dove si mostrava bramoso di imparare ciò che quelli gli insegnavano e soprattutto l’arte di scoprire i filoni di metalli fra i monti>>(Silmarillion,pag 164,Edizione Bompiani) cosa che si rilevò molto importante in seguito a Gondolin. Taciturno e solitario, tuttavia quando apriva bocca si notava un potere capace di smuovere gli astanti e di vincere i suoi oppositori, queste doti affiancavano quelle dei Noldor, i consanguinei della madre, dei quali spesso si faceva narrare le vicende quando il padre era lontano, poiché questi era apertamente in contrasto con i Noldor poiché li riteneva degli assassini: gente che aveva sterminato il suo popolo. Maeglin, come la stirpe dei Noldor, spesso dimostrò il suo impeto in battaglia e il suo carisma da principe, doti per le quali avrà motivo di distinguersi in seguito. Ormai adulto, esplosero in lui tutti i desideri che gli aveva trasmesso la madre con i suoi ricordi del suo popolo, e certo non nascose la volontà di recarsi a Gondolin. Una volta che il padre fu lontano egli prese iniziativa e disse alla madre dei suoi propositi di abbandonare una volta per tutte la tenebra di Nan Elmoth, quindi le disse: <<Perché non ci mettiamo in cerca di Gondolin?Tu sarai la mia guida e io la tua scorta>>. Partirono cavalcando alla volta della Città Celata, incuranti del fatto che il sospetto da tempo era nato nel cuore di Eöl che si mise a seguirli furtivamente, con sempre più odio in cuore per i Noldor e deciso a riportare a casa coloro che a suo modo amava. Però una volta entrato a Gondolin e ricevuto in modo degno dal sovrano Turgon manifestò tutta la sua rabbia e poiché una volta entrato non poteva più uscire dal Reame abbandonò la vita e scelse la morte, per se e per Maeglin, che però si salvò a scapito della madre che mori sotto il colpo di un giavellotto avvelenato. Da allora Maeglin divenne ancora più cupo e nulla disse neppure di fonte al padre che gli predisse la sua medesima morte e che poi fu lanciato dalle rupi su cui posava la città nel baratro del Caragdûr. Asceso ai posti di prestigio tra i Gondolindrim per la sua brama di conoscenza e per le sue abilità, Maeglin non apriva il cuore a nessuno e pochi erano in grado di comprendere il suo contorto spirito, eccezion fatta per Idril, la figlia del Re. Egli in cuor suo la amava, ma comprendendo che si trattava di un amore impossibile finalizzò tutto il suo genio all’aumento del proprio potere personale; ma il male si stava generando in lui. Dopo aver dimostrato grande fierezza nella Nirnaeth Arnoediad, dopo aver assunto il comando di una delle più importanti tra le dodici Casate di Gondolin, quella della Talpa. Una volta catturato da un battaglione di orchi mentre passeggiava indifeso, venne trattò in Angband e anche per odio verso Tuor, che si era distinto nei confronti del Re e soprattutto di sua figlia Idril, gli venne facile tradire per aver salva la vita, commettendo uno dei gesti più nefasti di tutto il ciclo tolkeniano. Quindi consegnò nelle mani del Nemico la città, accettando anche di tornare in mezzo alla gente che lo stimava per aiutare anche dall’interno l’esercito che sarebbe venuto a sterminare tutti e a mettere in ginocchio un così potente reame. Da questo punto in avanti si nota come questo grande personaggio si sia definitivamente rivolto verso la malvagità, la stessa del padre defunto. Quindi durante l’assedio si scontro con Tuor, il suo rivale, che pretendeva indietro la moglie Idril e il piccolo Eärendil, che Maeglin aveva con se. Lo scontro fu cruento e vide la funesta profezia di Eöl avverarsi: Maeglin finì precipitando nel baratro e il suo corpo battè tre volte contro le pareti prima di rovinare nelle fiamme sottostanti. Si perdeva così un grande elfo, abile in ogni arte sia bellica che tecnica, questi tuttavia venne turbato dal volere del Fato, che su qualsiasi cosa decide.

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